Videogames: TRINE (Frozenbyte, 2009)

Lorenzo Daviajaquette-trine-pc-cover-avaTrine è un puzzle platformer 2D di genere fantasy nel quale si possono giocare tre personaggi, ciascuno con caratteristiche uniche.

Amadeus il Mago è alquanto incompetente nel proprio mestiere, dato che invece di studiare la magia preferisce rimorchiare le belle dame. Non riesce nemmeno a creare globi infuocati, ma può creare dal nulla casse e piattaforme ed è telecinetico: può quindi spiaccicare i nemici con gli oggetti che crea di volta in volta o con quelli che trova nella mappa di gioco.

Zoya è una ladra veloce, abile nel tiro con l’arco e nell’arrampicarsi sulla corda. Può infatti lanciare rampini e raggiungere agilmente aree negate agli altri personaggi.

Pontius il Coraggioso è un guerriero grasso e chiacchierone. È armato di spada e mazza e possiede uno scudo che lo protegge dagli attacchi nemici.

Questi tre, poco eroici ma molto simpatici, trovano un artefatto magico, il Trine, che intrappola le loro anime e li unisce in un corpo solo. Nel corso del gioco infatti è possibile di volta in volta scegliere quale personaggio giocare, passando da uno all’altro a seconda della situazione.

Trine è un videogioco del 2009 sviluppato dalla Frozenbyte, uno sviluppatore finlandese che ha esordito nel 2006 con Shadowgrounds, uno sparatutto a visuale top-down. Frozenbyte è stata fondata nel 2001 e al momento attuale conta un centinaio di dipendenti. È una casa indipendente, probabilmente una delle più grandi in Finlandia, impegnata nello sviluppo di giochi basati su proprietà intellettuali loro.

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Questo gioco è ambientato in un regno fantasy invaso da un’orda di non-morti. L’Accademia Astrale è stata evacuata, e Zoya la ladra si intrufola dentro per rubare i tesori lasciati incustoditi. Trova un oggetto misterioso, il Trine, e viene raggiunta da Amadeus, che era rimasto a dormire stordito da una magia andata male, e Pontius, che arriva all’Accademia sentendosi obbligato a proteggerla dai mostri. I tre si trovano legati dal Trine, e devono affrontare i mostri e attraversare il reame allo scopo di svelare i misteri del Trine.

Nel gioco ci sono due problemi da affrontare: i puzzle e i nemici.

Il motore fisico del gioco permette di creare puzzle interessanti basati su pedane, altalene, ruote e catene, con le quali interagire saldandoci sopra, spingendole o, se si usa il mago come personaggio, spostandole con la telecinesi. Oltre ad avere le idee chiare su come risolvere il puzzle meccanicamente, vengono chiesti al giocatore anche doti di abilità e tempistica, in quanto si deve far saltare il personaggio sui vari componenti del puzzle, magari per esempio per abbassare delle leve con il suo stesso peso. I personaggi hanno anche modi diversi di interagire con l’ambiente. Il Mago, come detto sopra, possiede doti telecinetiche, ma può anche creare con la magia pedane e casse utili per andare avanti. Purtroppo si possono creare un numero limitato di oggetti (non più di due alla volta), questo per evitare di finire tutti i puzzle riempiendo la mappa di pedane. La ladra con il suo rampino può fare da contrappeso se ci sono bilancieri da muovere. Infine il guerriero, forse il più debole nei puzzle, può solo spostare oggetti o saltarci sopra.

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I nemici sono scheletri armati di spade, lanciafiamme e archi. Si teletrasportano in gruppo e circondano facilmente il giocatore. Sono molto agili e raggiungono il giocatore dovunque si trovi, anche se la loro IA non è molto evoluta in quanto finiscono suicidi nei burroni o nella lava. Contro questi nemici il personaggio migliore è ovviamente il guerriero che li fa a pezzi con le sue spade o martelli. Inoltre il guerriero è l’unico personaggio dotato di uno scudo per proteggersi. La ladra conviene usarla per colpire i nemici da lontano con l’arco. Il mago sembrerebbe essere il personaggio più debole nei combattimenti in quanto non possiede nessun tipo di arma: per eliminare i nemici si usano o le doti telecinetiche, spiaccicando gli scheletri con oggetti trovati nella mappa di gioco o facendo piazza pulita spazzando via i nemici con qualche cassa creata all’occasione.

Raramente questi due aspetti del gameplay si sovrappongono. Di solito o si risolvono i puzzle o si uccidono mostri. Talvolta capita di trovare le aree con i puzzle popolate dagli scheletri, ma basta aspettare che i nemici ti saltino addosso per ripulire la zona e procedere con calma a studiare il problema che si ha davanti. C’è un sistema di check point per salvare le partite in punti critici del gioco. Se uno dei tre personaggi muore è possibile proseguire con i rimanenti, e al check point successivo il deceduto viene resuscitato senza tanti problemi. Questo rende poco punitivo morire durante i combattimenti o nel mezzo dei puzzle.

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Il gioco ha i toni della fiaba, a partire dalla narrazione iniziale che introduce l’ambientazione e i personaggi, non senza una certa ironia, all’aspetto onirico di certi posti visitati. La grafica è 3D, ma il gioco resta confinato in uno spazio 2D tipico dei side-scrolling. La bellezza dei background rende comunque l’idea di un mondo tridimensionale a tutti gli effetti. La camera inoltre non resta sempre perpendicolare allo scorrimento, ma talvolta oscilla in avanti o all’indietro permettendo di vedere il mondo di gioco anche da angoli desueti.

I difetti di questo gioco sono la poca varietà dei nemici, che oltre agli scheletri consistono anche in ragni velenosi e fastidiosissimi pipistrelli, e un livello finale deludente. Nell’ultima mappa di gioco, infatti, si deve risalire un torre mentre il livello della lava continua a salire e rischia di raggiungerti e ucciderti. Non c’è un vero scontro finale contro il Nemico, ma il giocatore deve affrontare una serie di nemici e oggetti che gli vengono gettati addosso. Il Nemico viene sconfitto in un cutscene, lasciando l’amaro in bocca. Poco meglio sono i Boss intermedi che si incontrano nel gioco: degli scheletri giganti o degli enormi troll. Basta colpirli a sufficienza per ucciderli.

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Quello che piace del gioco, oltre alla fluidità del gameplay, sono le ambientazioni. Che sia una foresta incantata di funghi giganti, un villaggio abbandonato o della catacombe piene di lava e trappole, la qualità della grafica e dei fondali rendono quello di Trine un mondo che riempie gli occhi di meraviglia. Il gioco ha avuto molto successo e ne sono stati realizzati due seguiti. Trine 2, uscito nel 2011, mantiene la formula del platformer 2D e viene considerato addirittura migliore del primo titolo. Trine 3 (del 2015) è invece in bilico tra 2D e 3D, pur mantenendo gli stessi personaggi e dinamiche di gioco.

Lorenzo Davia

Disponibile per le piattaforme:

  • Microsoft Windows
  • PlayStation 3
  • OS X
  • Linux
  • PlayStation 4
  • Wii U