“Recinzione”: N di meNare (2018) – L’antologia “fantasi” di Ignoranza Eroica & Nerdheim

Yuri Zanelli35280306_186388482021567_907166448047095808_o“Recinzione”

Questa non è una recensione, è una recinzione, da un lato perché cercherò di delimitare bene il campo, trovando le caratteristiche essenziali di queste storie “di menare”, dall’altro perché girerò anche un po’ intorno all’argomento, divagando spesso. D’altra in puro stile d’ignoranza eroica vi dico: faccio un po’ come mi pare, e voi accontentatevi di quel che passa il convento.

I racconti fantastici che compongono l’aNtologia sono piuttosto diversi, ma hanno in comune varie caratteristiche fondamentali, ad esempio una buona dose di botte, schiaffi, pugni, raggi laser e coltellate, come si capisce dal titolo. Oltre che per gli sganassoni è presente una grande attenzione per il linguaggio. C’è infatti un evidente divertimento (e impegno) nel riprodurre la parlata cafona e ignorante di soldatacci, banditi, amazzoni post-apocalittiche, secondini, coloni spaziali, cacciatori di taglie, prostitute e fratacchioni, nonché quella tecnica e forbita di studiosi, sacerdoti e truffatori vari, o ancora quella strampalata di maghi dal cervello sconvolto.

Altra costante è il tono delle storie e la personalità dei protagonisti: gente dura, brutta, sporca e cattiva, che quasi sempre non vuole salvare il mondo, ma piuttosto aspira a salvarsi la pelle, possibilmente guadagnando anche qualche soldo. E se per far questo bisogna pugnalare qualcuno alle spalle non si tira certo indietro.

L’ambientazione è spesso quella della Sword & Sorcery mediterranea, fatta di abbazie diroccate, osterie di dubbia fama e miseri paeselli popolati di avventurieri infingardi che si muovono in un paesaggio reminiscente di un’Italia antica che in realtà non è mai esistita, analoga a quella di zappa & spada, raccolta che vanta in parte gli stessi autori. Ma non è sempre così: in molti casi l’azione si sposta in una colonia spaziale, nel Brasile reduce da un’invasione aliena o nella Germania dei nostri giorni. Inoltre, l’elemento magico e soprannaturale non è costantemente presente, e a volte si riduce a un semplice inganno volto a sfruttare la credulità popolare. Perciò è corretto definire questa raccolta come un’aNtologia faNtastica, data la varietà delle ambientazioni.

Un’altra caratteristica notevole è la presenza femminile: anche se solo due scrittrici appaiono in questo crogiolo d’ignoranza eroica, le storie sono ricche di donne di tutti i tipi, ma tutte ignoranti (e spesso menanti) come e più dei maschi.

I racconti meritano tutti di essere letti, infatti la qualità media è sorprendentemente alta per una raccolta così corposa, mentre spesso in simili antologie alcune storie sono abbondantemente sotto il livello generale.

Detto questo non tutti sono ugualmente ben scritti, originali e efficaci, ma non ci sono casi di “pesci fuor d’acqua” né per qualità né per aderenza al tema. Di seguito le varie storie recensite in breve.

Nerdheim

La cappella di don Tomino del collettivo Nerheim già dal titolo stilla ignoranza da tutti i pori (o caratteri). Infatti vi troviamo subito i tipici antieroi ignoranti dalla corazza arrugginita, in questo caso il sedicente guerriero Roncardo, già visto in precedenza in altri racconti del collettivo (questa volta senza l’amico-nemico Malagigi, di cui si sente un po’ la mancanza) e l’ingenuo Fra’ Tacchio. In questo caso la stupidità dei protagonisti paradossalmente aiuta a battere il malvagio di turno.

Mario Pacchiarotti

Senza esclusione di colpe di Mario Pacchiarotti è un racconto assai breve pregno di umorismo greve ma assolutamente godibile.

Michele Gonnella

Il ciclo di una barbara di Michele Gonnella parodizza le storie di maghi, tornei e nobili che sono il pane quotidiano di tante interminabili saghe fantasy,

Mauro Longo1327, fuga dall’inferno è il racconto di Mauro Longo, e ha come protagonista nientemeno che il padre della lingua italiana, un certo Dante Alighieri. Il sommo poeta è però un po’ diverso da come ve lo ricordate dai tempi della scuola: questo spara ai diavoli con schioppi caricati a proiettili d’argento benedetti. Una storia che potrebbe essere un piccolo capolavoro, ma che risente un po’ del finale aperto. Richiede assolutamente una continuazione e una vera conclusione, tanto è riuscita nel suo misto di cialtroneria fumettistica (nel senso buono) e cultura umanistica.

F.T.Hoffmann

Di fatti loschi e individui ignobili di F. T. Hoffman, che come quello di Pacchiarotti descrive mirabilmente le conseguenze dell’incapacità, della cattiveria e della testa di legno dei protagonisti, soggetti alquanto violenti ma non troppo furbi.

Angelo Berti

Stesso tema per L’ignoranza uccide di Angelo Berti, storia interessante soprattutto per il finale in cui la ricerca del tesoro della Palude di Merda si conclude in modo molto arguto e (forse) inaspettato.

Fabio Andruccioli

Yuggo di Fabio Andruccioli, vincitore del concorso di Ignoranza Eroica, storia dalla crudezza a volte caricaturale, dove l’ironia la fa da padrona insieme al sangue e agli accoppiamenti bestiali, in una sorta di Pulp Fiction (nel senso del film di Tarantino) del fantastico ignorante. L’autore delinea sfarzosamente la città di Pagania, ricca di culti bizzarri e folli, tra cui quello del misterioso Yuggo, il cui nome potrà ricordare qualcosa agli appassionati di H.P. Lovecraft. Anche qui troviamo un finale che colpisce come un cazzotto in faccia.

Giuseppe Recchia

C’erano un prete, un pirata e un astrologo di Giuseppe Recchia. A parte i tre loschi figuri del titolo c’è anche un tale Lazzo, inseguito dai varie bande creditori. Ma cosa devono fare il prete e i suoi compari? Cos’è l’Ombra che sembra guidare i loro passi? E soprattutto chi è questo benedetto Lazzo e perché tutta quella gente gli vuol fare la pelle? Lo scoprirete solo verso la fine, e forse potrete anche imparare qualcosa sull’arte di tramutare un insuccesso in un bel colpo.

Jack Sensolini

Crimini mon amour di Jack Sensolini. Nella località romagnola di Crimini ci si pesta a sangue, si beve, si magia la piada, si fa qualche filmato con il cellulare, ci si vanta delle proprie imprese e degli oggetti magici conquistati, ma soprattutto si ride parecchio. Il finale in questo caso è forse un po’ prevedibile ma lo spasso è assicurato, anche grazie a una delle risse migliori di tutti i tempi.

Luca Mazza

P per Pantera di Luca Mazza. Come definire questo racconto? Difficile. Immaginate il Codice da Vinci che incontra Martin Mystère e si scontra con Lex Arcana e un paio di romanzi di spionaggio. Il risultato dell’immane cozzo è scritto decisamente bene e anche qui il finale colpisce dritto come un raggio della morte. L’uso del linguaggio di Mazza, particolare, curato e divertente come al solito condisce benissimo il tutto.

Maico Morellini

Weird Po di Maico Morellini vanta l’ambientazione probabilmente più originale di tutta l’antologia, una pianura Padana in cui la realtà può venire rimodellata in forme allucinanti e grottesche dai disumani Alchimisti, a cui pochi disperati cercano di sfuggire a bordo di mezzi di fortuna. In parte fantascienza post-apocalittica, in parte horror psichedelico, interamente weird e assolutamente godibile.

Mala Spina

L’ultimo treno per uomo morto di Mala Spina. Fantascienza spaziale in salsa spaghetti-western per questo racconto della versatile Mala Spina, che riesce a evocare perfettamente l’atmosfera dei film di Sergio Leone (ma in salsa scince fiction) con banditi, treni, rapine leggendarie e non solo…

Korami

L’artiglio del sole di Ben Bamboo Korami. Ancora atmosfere tra il western il fantascientifico per la storia di Korami, in cui troviamo anche un pizzico di orrore cosmico Lovecraftiano, il tutto scritto in uno stile molto suggestivo.

Alberto Della Rossa

L’eredità di Burva di Alberto Della Rossa. Pianeti minerari, bordelli e mafiosi, è questo lo scenario in cui agiscono Ulisse, Cat, Nicola, e gli altri componenti di una simpaticissima famiglia non tradizionale, fatta di puttane dal cuore d’oro, baristi coraggiosi e nani battaglieri, Completano il quadro un ottimo stile, un po’ di cazzotti e tanti rottami spaziali.

Laura Silvestri

Maschiacce: Fuga dal dio tentacolato di Laura Silvestri. Il Brasile reduce da un’invasione aliena fa da scenario alla vicenda di Elena, ex soldatessa e Maschiaccia Armata Pesantemente, mandata a recuperare il concubino giovane e bello di una donna importante. Il rovesciamento dei ruoli classici è gestito in modo simpatico e intelligente, con una dura dal grilletto facile e un belloccio apparentemente remissivo ma molto seduttivo. Se aggiungiamo alieni mostruosi, fucili blaster e piroghe-pedalò possiamo chiedere qualcosa di più?

Alessandro Forlani

Prostituta Sanctaque di Alessandro Forlani. Se vi piacciono le storie di fucili d’assalto, carrarmati, demoni, cultisti degenerati, armature potenziate e spade a motosega ambientati nell’anno 40000 o giù di lì, questo è il racconto che fa per voi. È la storia più originale o riuscita di Forlani? Probabilmente no. È un concentrato di violenza, piombo, fanatismo e soprattutto ignoranza allo stato puro, vergato nello stile barocco e inconfondibile dell’autore, che ti incatena al libro e te lo fa leggere tutto d’un fiato? Assolutamente sì, una degna chiusura per la raccolta, che riassume l’essenza del menare fantastico.

Un’antologia fantastica ben fatta, cattiva, divertente, e soprattutto ignorante, ma per niente stupida.

Yuri Zanelli