Recensione: LE GUERRE DELLE PIRAMIDI (2017) di Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini

Mariasilvia Iovine9788867714407_0_0_0_75Più di vent’anni sono passati da quando, dopo varie traversie, un gruppo di sopravvissuti alla catastrofe che ha distrutto Atlantide ha raggiunto le terre fertili attorno al Nilo. Qui avviene la fondazione di Adhan-dar, una mAnetropoli il cui sovrano è Sybillion, cugino di Adhon e protagonista del precedente romanzo degli stessi autori, “Gli eredi diAltantide”. La storia si apre quando Sybillion, mantenendo la promessa fatta molti anni prima al cugino morente, decide di lasciare il trono Adhan-dar al figlio adottivo, il principe Ammhon.

Titolo: Le guerre delle piramidi | Autori | Lorenzo Camerini e Andrea Gualchierotti | Editore: Edizioni Il Ciliegio | Anno di pubblicazione: 2017 | Prezzo di copertina: € 16.00 | Pagine: 240 | EAN: 9788867714407

Ambientato vent’anni dopo le avventure de “Gli Eredi di Atlantide”, il nuovo romanzo di Camerini e Gualchierotti vede Sybillion divenuto re di Adhan-dar, la nuova patria. Gli atlantidei hanno cercato di ricostruire la propria civiltà perduta e con fatica e sacrificio hanno posto le basi per la loro nuova vita, nel segno della tradizione e del ricordo di Atlantide. Ma la serenità e la pace, ottenute a costo di tante sofferenze, rischiano di essere nuovamente infrante, perché, dopo la lunga reggenza di Sybillion, sarebbero pronti per l’incoronazione sia Ammhon, figlio di Adhon e Isis, sia il cugino, nato da Sybillion e Lith: Ozymandias… Il nome del giovane, escluso dalla linea di successione, ricorderà certo ai lettori i versi di Shelley: non a caso questo nuovo capitolo è ambientato lungo le rive del Nilo e, tra vecchi nemici e popoli leggendari, riprende alcune teorie della pseudo archeologia, ben note agli appassionati.

L'illustrazione esclusiva creata per Le guerre delle Piramidi da RIK

Molto più breve del primo romanzo, “Le guerre delle piramidi” ne mantiene l’epicità: le (poche) ingenuità del capitolo precedente, che in ogni caso non ne inficiavano il giudizio, hanno ceduto il posto a un maggior approfondimento psicologico dei personaggi, provati dall’esilio, più stanchi e tuttavia più saggi. Nello stile si avverte l’eco delle saghe fantasy più amate e dalla prosa della coppia di autori, solenne e allo stesso tempo ben equilibrata e scorrevole, emerge ancora una volta il loro amore per l’avventura e il fantastico. Il romanzo è dedicato a R. E. Howard.

Mariasilvia Iovine