Recensione: LA LEGGENDA DEI DRENAI (Legend, 1984) di David Gemmell

Giovanni Luisi9788834729755_0_0_1555_75Le fertili e inviolate terre dei Drenai sono minacciate da un’orda sconfinata di Nadir, i guerrieri nomadi del Nord guidati dall’ambizioso Ulric, signore della guerra della tribù delle Teste di Lupo. I tentativi di negoziare la pace da parte di Abalayn, signore dei Drenai, hanno fallito e ora tra l’esercito degli invasori e le ricchezze dell’impero resta solo un ultimo baluardo: le sei muraglie inespugnabili della fortezza di Dros Delnoch. A difenderla le guarnigioni agguerrite ma stanche guidate dal nipote di Abalayn, il gan Orrin, la cui inettitudine rischia però di compromettere la resistenza all’assedio. Il conte Delnar, saggio custode dell’impero prossimo alla morte, sa che solo con l’aiuto dei monaci guerrieri dell’ordine dei Trenta e di Druss, il leggendario eroe della battaglia del Passo di Skeln, i Drenai possono sperare di respingere il nemico invasore. In questo scontro epico e sanguinoso, la disperata lotta di un popolo pronto a tutto per difendere la propria libertà, solo l’eroismo e il coraggio potranno prevalere sulle forze del male. Un impero favoloso costretto a fronteggiare nemici irriducibili, l’inizio di un’epopea che sarà cantata dai bardi e i cui leggendari giorni non potranno essere dimenticati.

Autore: David Gemmell  | Titolo: La Leggenda dei Drenai  | Titolo Originale: Legend, 1984  | Copertina flessibile: 381 pagine | Editore: Fanucci | Collana: Tif Extra | ISBN: 978-8834729755 | Prezzo di copertina: 16,90€ |  E-book disponibile: 0,99€ |  Per tutte le edizioni clicca QUI

LA LEGGENDA DEI DRENAI (Legend) è un romanzo fantasy di David Gemmell del 1984. È il primo volume pubblicato della Saga dei Drenai, settimo su undici nell’ordine cronologico interno.

L’ordine di pubblicazione dei romanzi differisce da quello cronologico interno degli eventi narrati.

Ordine di pubblicazione

  • La leggenda dei Drenai (Legend) (1984)
  • Le spade dei Drenai (The King Beyond the Gate) (1985)
  • Waylander dei Drenai (Waylander) (1986)
  • L’ultimo eroe dei Drenai (Quest for Lost Heroes) (1990)
  • Il lupo dei Drenai (In the Realm of the Wolf) (1992)
  • La leggenda di Druss (The First Chronicles of Druss the Legend) (1993)
  • L’impeto dei Drenai (The Legend of Deathwalker) (1996)
  • Guerrieri d’inverno (Winter Warriors) (1996)
  • L’eroe nell’ombra (Hero in the Shadows) (2000)
  • Il lupo bianco (White Wolf) (2003)
  • Le spade del giorno e della notte (The Sword of Night and Day) (2004)

Ordine cronologico

  • Waylander dei Drenai (Waylander) (1986)
  • Il lupo dei Drenai (In the Realm of the Wolf) (1992)
  • L’eroe nell’ombra (Hero in the Shadows) (2000)
  • La leggenda di Druss (The First Chronicles of Druss the Legend) (1993)
  • L’impeto dei Drenai (The Legend of Deathwalker) (1996)
  • Il lupo bianco (White Wolf) (2003)
  • La leggenda dei Drenai (Legend) (1984)
  • Le spade dei Drenai (The King Beyond the Gate) (1985)
  • L’ultimo eroe dei Drenai (Quest for Lost Heroes) (1990)
  • Guerrieri d’inverno (Winter Warriors) (1996)
  • Le spade del giorno e della notte (The Sword of Night and Day) (2004)

BKTG04108Primo romanzo scritto dal compianto scrittore Britannico e secondo tradotto in Italia sulla Fantacollana Nord (nr. 86 del 1989) parla di un Impero, quello Drenai, ormai prossimo allo sfaldamento e al crollo. cit. « I Drenai avevano portato la civiltà in un mondo che non la voleva per un arco di tempo lungo seicento anni. Avevano conquistato con brutalità, insegnato con saggezza e, a conti fatti, governato bene, ma ormai erano giunti al tramonto e un nuovo impero stava attendendo di nascere dal sangue e dalle ceneri di quello vecchio.» Al suo confine orientale si stanno ammassando le orde dei Nadir, barbari nomadi assetati delle ricchezze e della prosperità di una Nazione ormai decadente e in procinto di crollare. L’unica cosa che si frappone fra loro e la popolazione inerme è la fortezza di Dros Delnoch, dotata di sei cerchie di mura, per secoli inespugnabile da ogni nemico. Il Muro Uno è denominato Eldibar, “esultanza”. Antaheim, uno dei Trenta, paladini dediti al trionfo del Bene sul Male lo definisce: «È il primo punto nel quale si incontra il nemico. È qua che si vedono gli uomini. Il potere scorre nelle vene dei difensori. Il nemico arretra di fronte al peso delle nostre spade e alla forza delle nostre braccia. Sentiamo, come accade agli eroi, il brivido della battaglia e il richiamo del nostro retaggio! Siamo esultanti!».

Il Muro Due è denominato Musif, “disperazione”: «La paura ci attanaglia. Abbiamo visto morire molti amici a Eldibar, nelle nostri menti è ancora vivo il ricordo dei loro volti sorridenti. Non vogliamo fare la loro fine. Musif è la prova». Il Muro Tre è denominato Kania, “speranza rinnovata”.
Il Muro Quattro è denominato Sumitos, “ardimento disperato”: «Siamo stanchi, sfiniti. Combattiamo meccanicamente, per istinto e lo facciamo bene. Sono rimasti solo i migliori a cercare di arginare l’armata nemica». Il Muro Cinque è denominato Valteri, “serenità”: «Siamo scesi a patti con la nostra mortalità. Accettiamo il fatto che la morte è inevitabile e troviamo dentro di noi un coraggio che non abbiamo mai ritenuto possibile. Torneremo a essere di buon umore e saremo tutti fratelli. Resisteremo insieme contro il nemico comune, ci disporremo con gli scudi affiancati e la faremo pagare loro cara. Il tempo scorrerà più lentamente su quel muro. Assaporeremo le percezioni dei nostri sensi come se le scoprissimo di nuovo. Le stelle diventeranno gioielli di una bellezza incomprabile che non ci è mai capitato di vedere, e l’amicizia avrà un sapore mai provato prima».Il Muro Sei è denominato Geddon, “Morte”.

Novella versione di Minas Tirith, Dros Delnoch è difesa da pochi guerrieri disperati; nessuna forza al mondo potrebbe trattenerli laggiù, a sprecare inutilmente la loro vita contro un’orda di barbari sanguinari. Solo la presenza di una leggenda vivente potrebbe ispirare i difensori, dargli le motivazioni necessarie a resistere e dare il tempo al coraggioso Tessitore di Ferite, unico condottiero ancora valido rimasto ai Drenai, di organizzare le legioni con cui sconfiggere gli invasori. E l’ultima leggenda vivente rimasta è Druss, un anziano e saggio guerriero di cui ogni bardo canta le gesta, dominatore dell’ascia magica maledetta chiamata Snaga, ormai ritiratosi in solitudine a fare il contadino. Druss dice di se stesso: «ogni uomo ha il suo talento. Alcuni sono bravi a costruire, altri a dipingere, altri a scrivere e altri ancora a combattere. Per me è diverso. Ho sempre avuto una certa affinità con la morte». Ma dice anche «Ho amato una brava donna e sono sempre stato fedele ai miei principi. Non ho mai compiuto un gesto crudele né riprovevole». E’ nel suo ritiro bucolico che lo raggiungerà la lettera di un suo caro amico, il Conte di Bronzo, che gli chiederà di raggiungerlo a Dros Delnoch. Druss è vecchio, pieno di acciacchi e ormai privo di motivazioni e di sete di avventure, dopo la morte della moglie amatissima Rowena. Non ha figli a cui passare il testimone: come mai potrebbe essere di ispirazione a qualcuno, si domanda il saggio guerriero, specialmente se i soldati lo vedessero stanco e dolorante alla fine di ogni scontro?

LGNDSFTHDR1995Alla fine Druss partirà comunque, perché si ricorderà di un’antica profezia che gli aveva preannunciato la sua ultima avventura: meglio morire da eroi sul campo di battaglia, difendendo la propria patria, piuttosto che di vecchiaia in un letto. Druss si dimostrerà davvero l’eroe leggendario che era in passato, capace di difendere le mura di Dros Delnoch, di ispirare le truppe e di incutere ammirazione e timore nel cuore dei nemici, soprattutto grazie all’esempio e all’abnegazione che dimostra. Certo, ogni notte, prima di andare a dormire, la giovane guerriera dal misterioso passato Caessa, che gli si è affezionata, deve fargli dei massaggi alle giunture indolenzite, per permettergli di combattere il giorno dopo. Ma ogni alba lui è li, il terrore e lo sterminatore dei Nadir, un baluardo inamovibile, l’unica speranza rimasta ai Drenai. Al suo fianco ci sono altri grandi personaggi: Regnak, erede del conte di Bronzo, finto cinico e spaccone, ma dotato del coraggio che deriva dall’amore, ma soprattutto l’albino Serbitar, capitano dei Trenta: nobili paladini, convocati solo in caso di estremo pericolo per l’impero Drenai. La costante nella sorte dei Trenta è che essi, ogni volta che vengono convocati, si sacrificano per il compimento della loro missione. Tutti, fuorché uno, destinato a scegliere altri trenta paladini quando il pericolo sorgerà nuovamente. Per i Trenta ci deve essere una «morte perfetta come contrappunto a una vita perfetta».

Quando David Gemmell scrisse questo libro, stava affrontando all’apparenza un male incurabile: lui parafrasò il suo corpo come Dros Delnoch, il Male che lo assaliva e rischiava di distruggerlo come i Nadir e la possibile cura come Druss la Leggenda. Per Nostra fortuna continuò a scrivere per altri 22 anni, sfornando opere memorabili: Gemmell è insuperabile nel creare dei personaggi umanissimi, ricchi di debolezze e di improvvisi atti di eroismo, di guerriere maledette ma dal cuore d’oro, di nemici crudeli ma dotati di un codice d’onore e di immenso rispetto per il coraggio. Leggete la Leggenda dei Drenai e vi innamorerete di Druss e dell’impareggiabile stile di scrittura di David Gemmell, probabilmente il miglior autore Fantasy mai vissuto. Per concludere, vi tranquillizzo ribadendo un’ultima informazione: nonostante Gemmell abbia scritto molti libri sui Drenai, ognuno dei suoi romanzi è perfettamente leggibile a se stante (sebbene ci siano alcuni elementi ricorrenti, come i Trenta e La Fonte, che è un po’ come la Forza). Quindi, qualsiasi libro troviate sui Drenai, prendetelo: ne varrà sicuramente la pena.

Giovanni Luisi