Recensione: I GUERRIERI DI WYLD. L’orda delle tenebre (Kings of the Wyld, 2017) di Nicholas Eames

Giovanni Luisi41569-0001Ogni sera, Clay Cooper entra nella solita locanda. Ogni sera, qualcuno ricorda le imprese dei Saga, la leggendaria banda di mercenari che ha segnato un’epoca. Ogni sera, Clay ascolta i giovani parlare del coraggio di quei guerrieri, ignari del fatto che uno dei Saga è seduto proprio lì, accanto a loro. Ma a Clay non importa. Quei tempi sono finiti, ed è come se il suo passato non gli appartenesse più. Ma poi, una notte, alla sua porta bussa Gabe, il vecchio comandante della banda. Gabe è l’ombra del condottiero che fu, eppure nei suoi occhi arde ancora la fiamma della guerra. Ed è determinato a ritrovare la figlia, scappata di casa per andare a difendere la repubblica di Castia dall’invasione di una devastante orda di orchi e mostri. All’inizio, Clay non vuole essere coinvolto: ha la sua famiglia cui pensare. Tuttavia non può ignorare che quella minaccia incombe anche su di loro. Senza rinforzi, Castia è condannata e l’orda continuerà la sua marcia di morte. Ma i rinforzi non arriveranno, perché il solo modo per raggiungere Castia è superare il Wyld, un luogo infestato da pericoli e orrori inimmaginabili. Un luogo da cui nessuno è mai uscito vivo. Tranne i Saga. Loro sono gli unici ad averlo attraversato ed essere sopravvissuti per raccontarlo. Ha ragione Gabe, devono rimettere insieme la banda. Insieme, potrebbero essere l’ultima speranza dell’intera stirpe degli uomini…

Titolo: I guerrieri di Wyld. L’orda delle tenebre | Autore: Nicholas Eames | Titolo Originale: Kings of the Wyld, 2017 | Editore: Nord | Pagine: 480 | Prezzo di copertina: 20€ | ISBN: 9788842930617

Da quando, nel 2006, è morto il grandissimo David Gemmell, che con la Saga dei Drenai inaugurò una nuova Golden Age del Fantasy, è stato istituito un premio a suo nome, dove trovano spazio nuove promesse e vecchie glorie del genere a noi più caro. Vincitori e contender degli ultimi anni sono stati Autori del calibro di Joe Abercrombie, Brandon Sanderson, John Gwynne, Andreij Sapkowski, Mark Lawrence e Miles Cameron. Al suo esordio, quest’anno fra i contender c’è anche Nicholas Eames con il suo “King of the Wylds” (da noi “I Guerrieri del Wyld”, Editrice Nord, 2017) un tentativo a mio parere solo parzialmente riuscito di essere originale nel solco della tradizione, dando una visione attuale e “moderna” ai temi Classici tanto cari ai vecchi lettori e giocatori di ruolo degli anni ’80. Il mondo Fantasy di Eames è appunto un ammiccamento plateale al mondo dei Giocatori di Ruolo, vecchi e nuovi. ma con una variante originale e mai utilizzata prima: mettere in parallelo la passione dei “Ruolisti” per la musica Rock e per certi gruppi Metal o Progressive la cui musica, in certe sessioni di gioco, risultano ispirazionali. Come nella più classica delle ambientazioni di “Dungeons and Dragons”, ovvero il Forgotten Realms, nell’Heroic Fantasy di Eames esistono centinaia, migliaia di avventurieri, organizzati in bande che prendono nomi evocativi ed epici, come i Vanguard, le Aquile Urlanti, le Frecce di Seta, le Banshee, gli Arditi delle Sabbie. Ciascuna banda ha il suo Frontman (proprio come nei gruppi Rock) e un bardo (che muore quasi sempre, una delle “gag” più riuscite del romanzo) che ne canti le gesta: vengono reclutati per far piazza pulita di Mostri e Malvagi che infestano grotte, foreste e montagne che circondano i Regni Umani, fra i quali il principale è Grandual. Le citazioni di Eames al Rock sono molteplici e io ovviamente ho colto solo le più ovvie per un appassionato di Prog: il capo dei Vanguard si chiama Barrett, come il Syd “Crazy Diamond” dei Pink Floyd, mentre il protagonista del romanzo, Clay Cooper, detto Manolenta, è un chiaro omaggio al Chitarrista Eric Clapton.

Venendo alla trama vera e propria, il nostro eroe, Clay Cooper, raggiunta la mezza età, si è ritirato a una vita anonima e tranquilla da almeno una decina d’anni. Ha una moglie molto più giovane, bella e responsabile, e una figlia piccola e vivace. La nostalgia che prova per la sua vecchia vita coi Saga, la banda di avventurieri più epica e imitata del recente passato, è bilanciata dalla serena tranquillità della sua famiglia. Poi una sera, compare alla sua porta Gabriel, suo migliore amico e Frontman dei Saga, ormai l’ombra del possente eroe che era un tempo. Lui, il possessore della micidiale Spada magica Vellichor, che ha dato in pegno per pagare i suoi debiti, adesso mendica un aiuto per salvare sua figlia Rose. La Ragazza, seguendo le orme del padre, aveva fondato la propria “Band” e si era recata con decine di altre a difendere la Repubblica di Castia da un’Orda di creature mostruose (ovvero “L’Orda delle Tenebre” del sottotitolo italiano”). Ma l’orda mostruosa era troppo numerosa, troppo forte: adesso i difensori di Castia, sconfitti sul campo, si trovano assediati nella città, senza speranza di fuga e salvezza. E fra Castia e gli altri regni umani di Grandual si erge l’HeartWyld, una foresta immensa e senza uguali, semimpenetrabile, infestata di mostri e dove è quasi certo essere infettati da una sorta di letale malattia, il Morbo.

51RHTJxnhtLL’impresa è apparentemente disperata: solo i Saga al completo potrebbero avere una qualche speranza di successo. Gabriel propone a Clay di rimettere insieme la Banda (vi ricorda mica “Blues Brothers”?), in nome della loro vecchia amicizia e dell’affetto per sua figlia. Dopo l’iniziale titubanza Cooper, con la benedizione della sua famiglia, decide di aiutare l’amico, sebbene tutti i componenti del gruppo siano ormai imbolsiti e invecchiati. La prima parte del libro riguarda la riunione del gruppo, un po’ alla “Magnifici 7” o appunto, The Blues Brothers. Come in ogni gruppo di gioco di ruolo, o in una Rock-Band, ci sono ruoli stereotipati e definiti: c’è il Mago, lo strambo e omosessuale Moog (per chi non lo sapesse, il Moog era uno strumento per fare musica elettronica nei primissimi anni 70), il Ladro Matrick, Gabriel e Clay, entrambi Guerrieri, e Ganelon, il loro combattente più micidiale, che è stato Pietrificato da una Gorgone. Per ammissione dello stesso Eames, Moog è il Tastierista, Matrick il Batterista, Gabriel il Cantante, Ganelon il Chitarrista e Clay il Bassista, da sempre il più sottovalutato, ma spesso l’anima del gruppo. La seconda parte del gruppo è la classica “Quest” dell’Heroic Fantasy, in cui deve essere trovato un modo rapido per attraversare l’HeartWyld senza morire e soprattutto un modo per sconfiggere l’Orda immensa che circonda Castia.

Cosa dire di questo libro? Dopo l’uscita del film “Ready Player One” che ha dinamiche simili, non mi sento di stroncarlo o di distruggerlo: certo, non è un capolavoro epocale o una pietra miliare del Fantasy. E’ come un videogame picchiaduro, una sessione di GDR online coi vostri migliori amici, da “giocare” con il sottofondo musicale dei Two Steps from Hell o magari degli Italici Rhapsody. E’ divertente, fracassone, citazionista e in fondo, Epico. Strizza l’occhio proprio a noi, a quei ragazzi ormai adulti che giocavano di ruolo e adesso si sono “ritirati”, che magari si lamentano come vecchi malmostosi del fatto che non c’è più, in Libreria, il buon vecchio fantasy di una volta. Invece, rispetto a certa letteratura urban/romantic che viene spacciata come tale, “I Guerrieri del Wyld” è un libro che si legge con divertita partecipazione, proprio per il suo gioco di ammiccamento continuo agli stereotipi che ci appassionavano da giovani e ingenui lettori non troppo pretenziosi e con tanta voglia di lasciarsi incantare.

Giovanni Luisi