Recensione: HYPNOS – Rivista di letteratura Weird e fantastica – n°7 (Autunno 2017)

Cesare Buttaboni49Finalmente esce il nuovo numero della ormai mitica rivista Hypnos consacrata alla letteratura “weird”. Si nota subito una piacevole novità: il numero delle pagine – ben 154 – è aumentato in maniera consistente : abbiamo fra le mani un numero corposo e poderoso che, lo annuncio subito, non tradisce le attese. Hypnos ha sempre avuto una grande attenzione nella qualità dei testi scelti e il Numero 7 non si smentisce in questo senso. Per cominciare ci viene presentata una sublime storia “horror” di Karl Edward Wagner, autore conosciuto in Italia forse più per i suoi trascorsi fantasy legati al personaggio di Kane. Chi ha avuto avuto modo di leggere il suo splendido “I graticci” contenuto nell’antologia “Il colore del male” non rimarrà deluso neanche da questo “Tra i pini”, racconto pervaso da una sottile atmosfera inquietante in cui emerge la grande abilità di questo scrittore nell’evocare immagini spettrali di solitudine ambientate in una desolata e fantasmagorica campagna. E’ un vero peccato che in Italia manchi ancora una raccolta organica delle sue storie horror: di Wagner ci parla Andrea Vaccaro, vero e proprio Deus Ex Machina di Hypnos. Ma anche gli altri autori qui presentati mi hanno colpito favorevolmente a cominciare da C.H.B. Kitchin: il suo “Il labirinto”, qui tradotto per la prima volta nel nostro paese, è un autentico capolavoro della ghost-stories, genere in cui gli inglesi eccellono storicamente. Se apprezzate Montague Rhodes James amerete alla follia C.H.B. Kitchin: la vicenda, ambientata in Inghilterra dopo la seconda guerra mondiale, fa rimergere i fantasmi di un torbido passato da un labirinto reale e “ideale” ubicato nel retro di una vecchia casa vittoriana. Una gemma da riscoprire non a caso adattata anche per la televisione e qui tradotta e presentata con grande competenza da Claudio Di Vaio. Richard Gavin è invece un altro autore canadese nella scia dei vari Simon Strantzas e Laird Barron, esponenti del “modern weird” americano: il suo “Cappella fra i giunchi” è un racconto a metà strada fra Algernon Blackwood e Clive Barker non privo di “visioni” forti e concitate. Ma anche il successivo e breve “Il vino dell’ossario” non delude anche se scritto in uno stile da poema in prosa. Ammetto che è l’autore, fra quelli a lui accostati in precedenza, che mi ha convinto di più, forse anche per il suo approcio “esoterico”: di lui ci parla l’immancabile Andrea Bonazzi. Laura Sestri, ottima traduttrice, compie invece un’attenta disamina di Tanith Lee, autrice ben nota a chi ama la fantascienza e il fantasy dimostrando di conoscere approfonditamente tutte le sfumature del suo universo. Non poteva poi mancare uno spazio riservato, come di consueto, alla narrativa italiana rappresentata dal vincitore dell’ultima edizione del Premio Hypnos ovvero Andrea Atzori, autore dotato di uno stile veramente raffinato e colto: il suo racconto “Il botanico”, dedicato alla figura di Leo Lionni – poliedrica figura di artista -, è, a suo modo, un piccolo gioiello senza tempo. Ma ha modo di mettersi in luce anche una giovane scrittrice come Eleonora Fisco – le cui qualità l’hanno fatta segnalare in prestigiosi premi nazionali come il Campiello Giovani 2012 – (1997), dotata di un immaginario “onirico” molto originale come si può leggere in “Sigarette strozzate”. Chiudono questo monumentale fascicolo la rubrica “Weird Libray” e un racconto e una retrospettiva di Anthony M. Rud, autore quest’ultimo nel solco del “weird” classico “lovecraftiano”. C’è molta carne al fuoco nel nuovo Hypnos – la cui grafica è a cura, come di consueto, di Ivo Torello – che consiglio caldamente a tutti i seguaci del fantastico. Disponibile presso il sito delle Edizioni Hypnos al seguente link: http://www.edizionihypnos.com/

Hypnos – Rivista di letteratura Weird e fantastica – Anno IV, numero 7 – Autunno 2017 – pagine 154 – Euro 9,90 | ISBN: 9788896952610

Cesare Buttaboni