Recensione: GUISCARDI SENZA GLORIA (2016) di Mauro Longo

Diego Tonini819lXbdVINLVenezia Nuova, Anno del Signore 1516, cento e settantunesimo dall’arrivo del Flagello dei Morti e dalla caduta dei Vecchi Regni: il cosiddetto Rinascimento Macabro. Qui vive l’ultima discendenza di Marco Polo, custode di un misterioso tesoro bramato da elementalisti e signori della guerra, pronti a tutto pur di impossessarsi delle sue favolose ricchezze. Ma la caccia all’eredità dei Polo è già cominciata! A contrastare le mire di Thomas Linche, condottiero del Sacro Impero di Francia, c’è solo un manipolo di rinnegati, furfanti e ciarlatani, veri e propri guiscardi senza gloria, che dovranno affrontare le innumerevoli insidie del loro mondo decaduto. Da Venezia Nuova alla Laguna Nera, dal Castello di Otranto alla Città Dolente di Napoli, la ricerca del segreto perduto di Marco Polo li porterà a misurarsi con spadaccini meccanici, automi vitruviani e abomini senza nome generati dal Flagello. Il dark fantasy GUISCARDI SENZA GLORIA è il primo romanzo di Ultima Forsan, l’ambientazione tutta italiana per il gioco di ruolo Savage Worlds, creata da Mauro Longo e Giuseppe Rotondo, e già tradotta e pubblicata in inglese, spagnolo e russo.

Titolo: Guiscardi senza gloria | Autore: Mauro Longo | Editore: Acheron Books | Pagine: 262 | Anno di pubblicazione: 2016 | ISBN: 978-8899216443

Quando Alessandro mi ha chiesto di recensire Guiscardi Senza Gloria il mio primo pensiero è stato: “WOW è la mia occasione! Posso stroncarlo!”

sono partito prevenuto, lo ammetto: un siciliano che scrive di Marco Polo (sono veneto, il campanilismo è codificato nel mio DNA), e che viene dai giochi di ruolo, per giunta (ecco sarà la solita trascrizione di una partita), con un titolo che fa il verso a un film (l’ho fatto anche io e odio scoprire di non essere originale1).

Poi però ho letto il libro. E siccome sono duro ma giusto,2 ho dovuto ricredermi.

Lo dico subito per scansare ogni dubbio: è un bel romanzo, ben scritto e merita di essere letto, quindi se avete fretta potete pure fermarvi qui, se invece avete voglia di proseguire asciate che vi racconti qualcos’altro.3

Guiscardi Senza Gloria condivide l’ambientazione con Ultima Forsan, un gioco di ruolo basato su Savage Worlds, di cui Longo è l’autore e si svolge nel cosiddetto Rinascimento Macabro, duecento anni dopo che la venuta di un’epidemia zombie ha flagellato l’Europa provocando al caduta dei Vecchi Regni, la distruzione di antiche città e la nascita di nuovi governi. In questo mondo il genere umano è diviso in Mondi, coloro che non sono stati toccati dal flagello, e non morti. In mezzo ci sono i Corrotti, contagiati dal morbo che però non si sono trasformati in zombie.

Come ci si aspetta da un autore di gdr, l’ambientazione è curata nei minimi dettagli, ma senza strafare, in modo che chi conosce il gioco ci si ritrovi mentre chi invece non lo ha mai visto abbia tutti gli elementi necessari per godersi appieno la storia, e solo quelli, senza doversi sorbire pagine su pagine di infodump. Longo infatti è stato bravo a sfruttare al meglio l’ambientazione senza però che questa prendesse il sopravvento sulla storia narrata.

Anche i personaggi sono caratterizzati il giusto, ma non ridotti a un elenco di caratteristiche e abilità in stile manuale di gioco e la loro descrizione emerge dalla storia in modo naturale e non forzato.

Ecco, appunto, e la storia? Direte voi, e io sono qui apposta per parlarvene: l’intreccio è ben congegnato, scorre fluido senza tempi morti, ha la giusta dose di avventura e humor, e non ci sono momenti che ti fanno pensare di chiudere il libro. Insomma, è una bella storia, scritta bene e con sufficiente dose di originalità.

Quello che però ho apprezzato più di ogni altra cosa in questo romanzo è il linguaggio: Longo è riuscito a utilizzare un italiano dal sapore cinquecentesco (soprattutto nel prologo) senza essere pesante e senza sacrificare la leggibilità, e questo secondo me è un gran pregio, una dimostrazione di maestria e un valore aggiunto del romanzo.

MA insomma, eri partito con il desiderio di distruggerlo e adesso ci descrivi il romanzo perfetto? Non vorrai farci credere che non ci sono difetti? tutt’altro, e sono giustappunto qui a enumerarli.4

Innanzitutto i personaggi: sono sì ben caratterizzati nel loro aspetto e nei tratti distintivi della personalità, ma hanno la spiacevole tendenza a parlare tutti con la stessa voce. Avrei preferito che i loro tratti distintivi fossero riflessi anche nel linguaggio e nel modo di parlare, non solo nelle azioni. A questo proposito vorrei muovere qualche critica a come sono state trattate le due importanti figure del traditore e dell’antieroe che si sacrifica:5 per quanto riguarda il traditore si capisce subito che c’è qualcosa che non va nel suo comportamento e si ha la spiacevole sensazione che il personaggio no sia riuscito bene (praticamente ci si chiede se sia rincoglionito o se stia malamente nascondendo qualcosa); mentre nel caso dell’antieroe il suo sacrificio giunge improvviso e inaspettato e non sembra in linea con le caratteristiche del personaggio.

Un ultimo appunto riguarda il finale, in cui si svela finalmente il segreto del tesoro di Marco Polo: mi è sembrato forzato e poco coerente con la storia e l’ambientazione, ma non posso dirvi nient’altro per non spoilerare… insomma, leggetevi il libro, che merita, e poi ne riparliamo.

Alla prossima.

Diego Tonini

 

NOTE

1A voler essere pignoli il titolo del mio racconto fa il verso a una serie TV ma il concetto è lo stesso.

2Non è vero.

3Ma non la trama, odio le recensioni che si dilungano a fare il riassunto del libro, quelle si chiamano sinossi.

4Anche io so scrivere in italiano forbito, che vi credete?

5Non faccio nomi per non spoilerare.