MEDEA: la madre snaturata

Caterina ArmentanoMedeaLa storia di Medea ha il fascino del proibito. Spregiudicata e disposta a tutto pur di ottenere i propri scopi, difficilmente non si parteggia per lei, nonostante le scelte discutibili. Non solo è una delle più belle storie della mitologia Greca, ma esiste una tragica analogia tra i tempi remoti e quelli contemporanei tanto da spingere gli psicologi ad associare il mito a una grave patologia: “La Sindrome di Medea” che definisce le madri che uccidono i propri figli.

Medea, figlia di Eete, re della Colchide e di Idia, nipote di Eolo sembra abbia ereditato dalla maga Circe alcuni dei suoi poteri, definiti addirittura divini.

Quando Giasone approda con gli Argonauti a Colchide, alla ricerca del Vello D’oro, Medea, al primo sguardo, se ne innamora perdutamente. Sopraffatta da quest’amore viscerale uccide suo fratello, Absirto, che Seneca lo vuole bambino indifeso che perseguita amabilmente la sorella maggiore nella speranza di ricevere attenzioni. La donna, pur di aiutare l’amato a fuggire dalla Colchide, uccide il bambino e lo smembra lanciando i resti in mare, affinché Eate sia costretto a fermarsi per raccoglierli.

Zeus adirato nei confronti dei due amanti genera una tempesta per far affondare la nave che invece approda sull’Isola della maga Circe, la quale purifica i due e li lascia andare.

Tornati in patria e consegnato il Vello D’Oro, Giasone non ottiene dallo zio Pelia il trono, come d’accordi presi in precedenza. Ancora una volta è Medea, che attraverso le sue arti magiche vendica l’amato uccidendo Pelia. Il figlio di quest’ultimo, Acasto, dopo aver seppellito il padre bandisce i due amanti da Iolco. Medea e Giasone scortati dagli Argonauti si imbarcano per Corinto, dove si sposano.

medea-eugene-delacroixDopo dieci anni dal loro arrivo il re di Corinto, Creonte, decide di dare in sposa sua figlia, Glauce, a Giasone consentendogli così di diventare erede al trono. L’uomo, per nulla preoccupato di essere vincolato a un’altra donna, accetta.

Medea sopraffatta dalla gelosia medita vendetta e, fingendosi rassegnata a una realtà così meschina, manda in dono un mantello avvelenato alla futura sposa.

Glauce ignara che quello sia un atto vendicativo indossa il mantello e muore dilaniata da atroci dolori. Stessa sorte spetterà al padre che corre in soccorso della figlia, tocca il mantello inconsapevole che sia l’arma del delitto.

Non soddisfatta del suo operato Medea uccide i suoi bambini per impedire che Giasone abbia una discendenza. È l’unico modo per distruggere definitivamente l’amato. L’uomo sopraffatto dal dolore si suicida.

Medea fugge sul carro del Sole e si rifugia ad Atena dove sposa Egeo da cui avrà un figlio: Medo. I piani della donna erano quelli di lasciare il trono di Atena al figlio ma tali presupposti non si realizzano perché Teseo, legittimo erede al trono, fa ritorno in patria.

Medea tenta di convincere il marito ad uccidere Teseo, ma prima che ciò avvenga l’uomo riconosce nel ragazzo il figlio perduto, e Medea è costretta alla fuga.

Il suo viaggio finisce dov’è iniziato: nella Colchide dove si riappacifica con il padre e ritrova la pace perduta.

Caterina Armentano