LORD DUNSANY: Un maestro del fantastico da riscoprire

Tatiana MartinoLe difficoltà di scrivere su Lord Dunsany sono molte, in primis l’enorme vastità della sua opera (tredici romanzi, centinaia di racconti e poesie, più di quaranta drammi teatrali, dozzine di saggi, cinque volumi di autobiografie, senza contare il grande numero di articoli, critiche letterarie e teatrali, lettere…), secondariamente la relativa oscurità di questo materiale e infine il fatto che gli studi su Dunsany, nonostante gli anni ’90 lo abbiano riportato in auge tra gli studiosi di letterature angloamericane e anglo-iralndesi, sono ancora (all’alba del 2018!) poco sviluppati.

The Dreams of MANA-YOOD-SUSHAI, by Sidney H. Sime, 1905. From Lord Dunsany’s Gods of Pegana.The Dreams of MANA-YOOD-SUSHAI, by Sidney H. Sime, 1905. From Lord Dunsany’s Gods of Pegana.

Edward John Moreton Drax Plunkett, diciottesimo barone Dunsany, nasce nel 1878 al numero 15 di Park Square, nei pressi di Regent’s Park a Londra. E’ un dato importante perché, sebbene i Dunsany appartengano a uno dei ranghi più antichi della Paria d’Irlanda risalente al XII sec, e nonostante Edward passasse molto tempo nel Castello di Dunsany nella Contea di Meath, nei pressi di Tara, i suoi natali inglesi e il suo trascorre molto tempo a Dunstall Priory nel Kent, lo marchieranno indelebilmente come “scrittore Anglo-irlandese”. Tra le sue frequentazioni W. B. Yeats e Lady Gregory, che forse non poca influenza ebbero sui suoi lavori più ferici come The King of Elfland’s Daughter, e con loro prese parte al Irish Literary Revival; e poi R. Kipling, “AE” Russell, Gogarty.

I suoi drammi furono presto messi in scena ed riscossero un considerevole successo all’Abbey Theatre, per giungere fino a Broadway dove nel 1916 fu il primo drammaturgo nella storia ad avere ben cinque drammi in cartellone, in scena simultaneamente. Persino il nostro Pirandello s’interessò al nostro Lord. Pirandello inaugurò il suo Teatro d’Arte proprio con una rappresentazione de Gli Dei della Montagna (The Gods of the Mountain, 1911), che verrà messo in scena il 25 aprile del 1925 al Teatro Odescalchi di Roma.

Poliedrico e colto, come pochi, ricco di mezzi e di fortune fu anche cacciatore, viaggiatore e soldato. Viaggiò attraverso l’Europa, l’Africa (amava particolarmente il Sahara), e l’India; servì nella Guerra Boera (che grande parte ebbe nell’immaginario di molti scrittori del tempo), fu ferito negli scontri del 1016 a Dublino, si unì a una divisione del War Office durante la Prima Guerra Mondiale e durante la Seconda fu parte della Home Guard. Si candidò senza successo al Parlamento e fu un grande giocatore di scacchi, affrontò l’allora campione di scacchi J.R. Capablanca e inventò una variante che porta il suo nome.

Pegana, by Sidney H. Sime, 1905. Frontispiece to Lord Dunsany’s “Gods of Pegana.Pegana, by Sidney H. Sime, 1905. Frontispiece to Lord Dunsany’s “Gods of Pegana.

Sposò Lady beatrice Child Villiers, figlia del settimo Conte di Jersy, instancabile assistente oltre che moglie devota e musa dalla quale ebbe un solo figlio, Randal.
Lord Dunsany che iniziò la sua carriera di autore intorno al 1890, con pochi versi quali “Rhymes from a Suburb” e “The Spirit of the Bog”, può vantarsi di aver pubblicato una sola opera a pagamento The God’s of Pegana (Elkin Mathews, 1905), poiché le sue poesie non erano servite a procurargli alcuna reputazione letteraria. Ad ogni modo, mai più avrebbe dovuto pagare per la pubblicazione dei suoi lavori. Il sottile volumetto, appena ventimila parole, suscitò enorme scalpore tra i lettori e i critici e una recensione favorevole del poeta Edward Thomas sul London Daily Chronicles gli valse il favore di un discreto pubblico di lettori. Dunsany aveva ideato un’intera cosmogonia, il cui scopo non era la creazione di una religione surrettizia che rivendicasse verità metafisiche, ma la sola visione del Bello. Per Dunsany, probabilmente ateo, il dio creatore Mana-Yood-Sushai era simbolo della transitorietà effimera di tutta la creazione. I Mondi ai quali Mana dà vita sono i sogni che sorgono nella sua mente, sono governati da altri “piccoli dei” che esercitano un potere terrificante sui loro piccoli reami. Mana resta addormentato grazie al suono incessante di un tamburo e quando il suono cesserà, il dio si sveglierà e i mondi svaniranno come i sogni che si dissolvono al chiarore del primo crepuscolo.

Difficile stabilire le influenze letterarie che operano nell’opera di Dunsany perché, nonostante ci abbia lasciato cinque prolisse autobiografie, non si è mai sbilanciato su suoi possibili antecedenti letterari. Non basta riportare le cadenze della sua prosa alla familiarità con il linguaggio della Bibbia di Re Giacomo, o suggerire l’influenza di mitologemi arcaici greco-romani.

Mi piacerebbe qui esplorare “l’inesplorato Lord Dunsany”, seguire qualche indizio che ha lasciato lui stesso, scoprirne di nuovi attraverso vecchie letture e vecchi saggi, portare alla luce e guardare in penobra frammenti di un autore ancora per molti versi misterioso.
E soprattutto mi piacerebbe condividere, con voi lettori, qualche piccolo “reperto” e qualche curiosità, dopo tutto è lo stesso Lord Dunsany che ci ricorda che:

“La fonte di ogni immaginazione è qui nei nostri campi,

e la Creazione è abbastanza bella per i voli più lontani dei poeti.
Ciò che si chiama realismo è solo molto indietro rispetto a questi voli

perché è troppo meticolosamente interessato al dettaglio del materiale;

semplici inventari di rocce non sono poesia;

ma tutti i ricordi di creste e colline e prati e boschi e il cielo

che giacciono in uno spirito sensibile sono materiali per la poesia,

solo in attesa di essere tirati fuori, e di essere posti davanti agli occhi di chi ha cura di percepirli”

(Dunsany, Patches of Sunlight, London, william Heinemann, 1938 pp. 20-21)

Curiosità: Il nipote di lord Dunsany, Edward John Carlos Plunkett, XX barone di Dunsany, era un famoso pittore contemporaneo. Il nostro Giulio Carlo Argan, lo considerava uno dei massimi pittori contemporanei e diceva di lui “L’arte di Plunkett è il risultato di un treno di pensieri seguito alla definitiva esclusione di possibilità alternative.”. Qui di seguito il sito dove poter visionare le sue opere:

http://www.edwardplunkett.com/

Bibliografia

– S. T. Joshi, Lord Dunsany: Master of the Anglo-Irish Imagination (NJ: Greenwood Press 1995), pp. 1-2

– Susan Bassnett, “From Gods to Giants – Theatrical Parallels between Edward Dunsany and Luigi Pirandello”, in The Yearbook of the British Pirandello Society, 6 (1986), pp.40-49

– George Brandon Saul, ‘Strange Gods in Far Places: The Short Stories of Lord Dunsany’, in Arizona Quarterly (Autumn 1963). pp.197-210

Tatiana Martino