IL CICLO DI NOVARIA (The Novarian series) di Lyon Sprague de Camp

black-bar 8VOLUMI

LA TORRE DI GOBLIN (The Goblin Tower, 1968)

JORIAN DI IRAZ (The Clocks of Iraz, 1971)

IL RE NON DECAPITATO (The Unbeheaded King, 1983)

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La torre di goblinIL CICLO DI NOVARIA  – VOLUME I

LA TORRE DI GOBLIN 

(The Goblin Tower, 1968)

Tutta la vicenda si svolge in tre notti consecutive: tre notti in cui gli avvenimenti si susseguono a un ritmo travolgente. Un aspetto degno di nota, in questo romanzo, è dato dal fatto che tutto, volendo, potrebbe rientrare in una realtà, sia pure eccezionale, ma concreta, esprimibile in termini quotidiani; eppure tutto ha anche riscontro su un piano magico, esoterico. Un gruppo di cinque individui, ciascuno, a modo suo, caratteristico, lotta per salvare uno di loro, Simon, dalle potenze del male, che hanno bisogno di lui per i loro scopi. In questa battaglia senza quartiere tra la Luce e le Tenebre, tutte le risorse della Magia Nera e Bianca e delle verità trascendentali vengono via via messe in opera è una stupefacente rassegna degli aspetti fondamentali della magia, che trae un suo fascino particolare dal fatto di svolgersi in massima parte nell’Inghilterra della fine degli anni trenta, con la minaccia di una nuova guerra sullo sfondo, e a bordo di automobili “d’epoca” famose, come l’Hispano-Suiza, la Rolls-Royce, la Bugatti, l’Isotta Fraschini La gente può ancora vestirsi in frac la sera e al tempo stesso praticare riti immondi e nefasti.

 

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Jorian di IrazIL CICLO DI NOVARIA  – VOLUME II

JORIAN DI IRAZ

(The Clocks of Iraz, 1971)

Il mondo di Novaria inventato da L.S. de Camp è una delle più divertenti creazioni della fantascienza eroica: un mondo razionale e ordinato (a modo suo), che giace immediatamente « sotto » il nostro, e i cui abitanti credono negli dèi, nella magia e nella reincarnazione (i cattivi, ad esempio, vengono a reincarnarsi nel nostro, e per punizione devono servire macchine complicatissime). I nostri lettori hanno già incontrato il curioso scenario novariano nel romanzo La Torre di Goblin, e sanno già che gli dèi di Novaria sono capricciosi e millantatori, che gli incantatori finiscono col trovarsi il più delle volte con un pugno di mosche e che politicamente vi trionfa la più seria anarchia. In questo nuovo romanzo, de Camp ci narra una seconda impresa del re cantastorie e dei suoi bizzarri compagni, impegnati questa volta in una avventura che fa perno su un regno, un assedio, due orologi e — perché no? — una sacerdotessa. Era l’Ora della Capra, il tredicesimo giorno del Mese dell’Unicorno, nella città di Orynx, nella taverna del Mammut Scarlatto. Un giovanotto magro, vestito con frivolezza, era fermo al bancone e teneva d’occhio la porta. Dall’altra parte del locale, un uomo robusto, vestito sobriamente di nero, teneva d’occhio il giovanotto. Poi la porta si spalancò ed entrò un uomo alto, dalla faccia segnata da un colpo di spada. Indossava abiti da sterratore, ma il suo portamento era quello di un guerriero. II giovanotto azzimato e l’uomo robusto, entrambi nello stesso istante, riconobbero il famoso Jorian: il re fuggiasco la cui vita era legata a un filo… e alla forza sottile di un’antica profezia.

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Il re non decapitatoIL CICLO DI NOVARIA  – VOLUME III

IL RE NON DECAPITATO

(The Unbeheaded King, 1983)

Tre anni prima, Jorian, il guerriero pezzente e ardito, spaccone e balordo de La torre di Goblin e Jorian di Iraz, era stato incoronato re di Xylar. Ma le leggi di Xylar decretavano che ogni re venisse decapitato allo scadere dei cinque anni di regno e Jorian aveva dei pregiudizi contro la perdita della propria amatissima testa. Con l’aiuto dell’anziano mago Karadur era riuscito a scappare e finora le truppe di Xylar non erano state in grado di riacciuffarlo. Sfortunatamente, Jorian non aveva potuto portar con sé l’amata moglie, la regina Estrildis, né era riuscito a trovare un modo di liberarla dal palazzo reale di Xylar. Ora, tuttavia, Jorian sentiva che la fortuna stava venendo dalla sua parte. Assieme al fido Karadur volavano nell’aria notturna in una grande bagnarola di rame, guidata da un demone controllato da Karadur. Di fronte a loro si stendeva la città di Xylar: lì Jorian avrebbe calato una fune e sarebbe sceso a liberare la bella Estrildis. Sembrava proprio un piano a prova di bomba, anzi a prova di magia. Eppure la sorte non era con Jorian nemmeno questa volta: certo il povero re spaccone non avrebbe potuto prevedere le varie sventure che gli sarebbero capitate, come l’unicorno nella foresta di Orthomae, o il carente senso di identità del demone Ruakh. Senza contare che c’erano sempre, alle sue calcagna, i soldati di Xylar… decisamente intenzionati ad assicurarsi che egli compisse il proprio reale dovere di essere decapitato!

 

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