IL CICLO DI DRAGONHEART

Andrea LazzerettiIl saggio di imminente pubblicazione presso Odoya Guida al cinema fantasy di Walter Catalano, Andrea Lazzeretti e Gian Filippo Pizzo contiene numerosi box di approfondimento, alcuni dei quali affidati a collaboratori esterni di particolare competenza. Eccone uno.DragonHeart

Tra i pilastri che hanno rivoluzionato e dato lustro al genere cinematografico fantasy non possiamo certo dimenticare Dragonheart, diretto nel 1996 da Rob Cohen e prima vera pellicola a mostrarci il drago come personaggio protagonista di una storia e non come mostro da sconfiggere. La novità risulta decisamente all’avanguardia e, anche se avevamo già visto altri draghi sputare fuoco e volare attraverso le inquadrature di pellicole fantasy (Il drago del lago di fuoco, 1981), era dai tempi di Elliott il drago invisibile (1977) che un rettile alato non interagiva con gli uomini in quanto creatura senziente e dotata di personalità. Con Dragonheart si ha però un grande salto in avanti per quanto riguarda la qualità della sceneggiatura, degli effetti digitali affidati alla Industrial Light & Magic di Spielberg e Lucas e del realismo con cui il protagonista Draco viene portato in vita, ricalcando il volto (e la voce) di Sir Sean Connery, poi doppiato in Italia dall’ottimo Gigi Proietti. Draco ha una espressività e una gestualità che lo umanizzano più che mai e riesce ad interagire con il suo collega umano (Dennis Quaid) divenendo a tutti gli effetti un attore digitale. Così la storia prende forma in una ambientazione a metà strada tra lo storico e il fantasy, collocata in un alto medioevo con echi di passate gesta arturiane dove il cavaliere Bowen cerca di istruire il principe Einon alle virtù dell’antico codice cavalleresco. Ferito in battaglia il principe sarà salvato da Draco che, per intercessione della regina, gli donerà metà del suo cuore con la promessa di una futura saggia reggenza. Non sarà così e Bowen, divenuto cacciatore di draghi, si troverà ad affrontare sia Draco che la tirannia di Einon e a dover scegliere quali saranno i veri amici e i reali nemici da combattere.

10473-locandina-bigSebbene intitolato Dragonheart 2 – Una nuova avventura, il film TV del 2000 di Doug Lefler ha ben poco del sequel se non un breve raccordo iniziale che vede Bowen scoprire nella caverna di Draco un uovo di drago ancora intatto. Molti anni dopo la storia continua con un giovane stalliere di un monastero che scopre nei sotterranei il piccolo Drake, lo libera nel mondo esterno e inizia con lui un’avventura che li porterà a diventare cavaliere e drago difensore del regno, ad affrontare pericolosi combattimenti ed incontrare misteriosi viaggiatori orientali. La pellicola non riesce in alcun modo a staccarsi dai cliché delle storie per ragazzi e riduce i protagonisti, drago compreso, a delle macchiette pseudo comiche dalla recitazione appiattita che si muovono in una ambientazione approssimativa e in una storia quanto mai banale.

dragonheart_3Dovranno passare ben 15 anni prima che il marchio Dragonheart venga di nuovo riportato sullo schermo, anche stavolta quello dell’home video, con la pellicola Dragonheart 3 – La maledizione dello stregone diretto da Colin Teague. I tempi sono oramai maturi per un utilizzo massiccio (a volte anche eccessivo) della computer graphic e questa produzione, finalmente di livello medio-alto che fa dimenticare il secondo capitolo, sfrutta a pieno i nuovi mezzi digitali per realizzare un drago realistico e terribile, inserito in una storia comunque piena di azione e battaglie esplosive che tanto piacciono alle nuove generazioni. La narrazione si colloca come prequel del primo film e segue le gesta di Gareth, un giovane aspirante cavaliere che durante una sua ricerca incontra un mitologico drago (guarda caso di nome “Drago” e doppiato in originale da Ben Kingsley) e con lui instaura un rapporto di amicizia e alleanza; i due dovranno sconfiggere un malvagio stregone e difendere il nido delle uova di drago in un percorso di crescita e maturazione.

dragonheart-battle-for-the-heartfire-117413L’apprezzamento del pubblico, in special modo dei fan del film originale, ha decretato un discreto successo della pellicola facendo dimenticare il cast di sconosciuti e alcune marchiane semplificazioni della storia e dando il via alla produzione di un quarto capitolo della saga: Dragonheart 4 – Battle for the Heartfire, uscito proprio nel 2017 per la regia di Patrick Syversen. Anche qui non si può dire che gli attori siano in odore di premio Oscar, ma si ripete il cameo di lusso con il doppiaggio del drago da parte di Patrick Stewart (pagare per una voce non costa certo come per l’apparizione in scena). Il conflitto questa volta è tra un fratello e una sorella dotati di magici poteri di drago, che si contendono il trono del nonno rimasto vacante; il drago “Drago” si troverà a dirimere il loro alterco, ma qualcosa di più potente di lui inizierà a prosciugarlo del suo potere.

Andrea Lazzeretti

 

Tratto da Guida al cinema fantasy di Walter Catalano, Andrea Lazzeretti e Gian Filippo Pizzo. In uscita a NOVEMBRE 2017 da Odoya:

Guida al cinema Fantasy