I classici dell’Heroic Fantasy: IL CICLO DI FAFHRD E IL GRAY MOUSER di Fritz Leiber

Giovanni LuisiFritz Leiber è uno dei più grandi scrittori di Fantascienza e Fantasy del secolo passato, degno di stare al fianco di Robert E. Howard, Jack Vance e Michael Moorcock; nato nel 1910 e morto nel 1992, egli è stato il coniatore del termine Sword and Sorcery, che contraddistingue la prima divisione della letteratura fantastica in questo sottogenere, che comprende al suo interno personaggi come Elric e Conan il Barbaro. Il Mondo di Newhon da lui creato, la città decadente di Lankhmar e i protagonisti delle sue storie picaresche, il gigantesco barbaro Fafhrd e l’agile spadaccino Gray Mouser sono giustamente famosi nella letteratura anglosassone, ma purtroppo misconosciuti alle giovani generazioni in Italia.

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I libri di Leiber (soprattutto i primi due, godibili e originali) non sono mai stati ristampati, a moltissimi anni dalla loro prima ed unica pubblicazione. Le Spade di Lankhmar rappresenta l’unico vero romanzo della serie su Fafhrd e Gray Mouser, mentre le altre storie, lievemente più brevi, sono contenute nelle raccolte Il Mondo di Nehwon, Spade fra i Ghiacci e Il Cavaliere ed il Fante di Spade . A livello di pubblicazione italiana Le spade di Lankhmar è stato il primo (1976), anche, se per la Cronologia delle Storie, andrebbe inserito dopo “Il Mondo di Newhon” che verrà invece pubblicato dalla Nord l’anno successivo. Newhon (anagramma di Nowhen, cioè Nessun Quando) è il mondo dove sono ambientate le storie picaresche del gigantesco barbaro nordico Fafhrd (alterego dello stesso Leiber) e di Gray Mouser (letteralmente il Cacciatore di Topi Grigio, alterego del suo amico di college Harry Fisher); a noi italiani i due protagonisti potrebbero ricordare Trinità e Bambino (prima citazione) sebbene siano decisamente meno sboccati e molto più interessati alle donne. Indebitati per la loro vita dissoluta e lussuriosa, i due trovano scampo dai loro creditori (comprese una nutrita schiera di prostitute) accettando di far da scorta ad un convoglio di navi in partenza da Lankhmar con un carico di grano e due misteriose passeggere, Hisvet e la sua dama di compagnia Frix.

Le spade di LankhmarGray Mouser si invaghisce subito della bella Hisvet, dai capelli d’argento e dai finissimi lineamenti, solo lievemente deturpati da degli incisivi un pochino troppo grandi (indizio della sua vera natura), mentre Fafhrd è attratto da Frix, saggia e avvenente schiava dalla pelle nera (facendo notare che in quanto a gusti il barbaro non si lascia scoraggiare ne dal colore della pelle ne dall’aspetto della sua controparte). Hisvet, figlia del mercante Hisvin, è custode di un gruppo di dodici ratti bianchi, intelligentissimi e capaci di imitare gli uomini in tutto e per tutto: essi infatti suonano piccoli strumenti musicali, vestono e mangiano come umani, sebbene dimostrino un’intelligenza e una malizia tutta Murina.

Fra i marinai corre già la leggenda che ogni razza sia dominata da gruppi di tredici creature straordinarie, che Hisvet sia un ratto mannaro e che lei e gli altri dodici topi bianchi congiurino per la loro distruzione. In effetti una delle navi del convoglio affonda in seguito alle falle prodotte da centinaia di ratti, guidati da un singolo condottiero albino; contro ogni evidenza Fafhrd e Gray Mouser si schierano a favore della bella Hisvet, sebbene le prove siano decisamente contro di lei. Un misterioso gattino nero, a bordo della nave su cui viaggiano, prova più volte ad avvertire inutilmente Fafhrd della pericolosa natura delle due dame…

Questo è per sommi capi la trama del romanzo, che vedrà contrapposta la razza dei Ratti (guidati da Hisvin, Hisvet e dal Concilio dei Tredici) e quella Umana: chi gioca a Warhammer e conosce la razza degli Skaven troverà in questo libro l’origine di gran parte del background usato come “originale” dagli scrittori della Games Workshop, compreso la sacralità magica del numero tredici, il tentativo di conquista con l’inganno e il sotterfugio della città di Lankhmar (che ricalca quello di Skalogna, la città Tileana che cade sotto l’assalto dei seguaci del Ratto Cornuto), l’organizzazione militare dei Topi e l’impossibilità degli Uomini di difendersi in maniera efficace contro questo subdolo attacco. Chi come me ha letto sia il background degli Skaven che il libro di Leiber troverà abbastanza imbarazzante il plagio; questo dato aiuta però a capire quanto le idee di Fritz Lieber e i personaggi da lui creati siano entrati nell’Immaginario di almeno una generazione di lettori. Se qualcuno legge di tanto in tanto White Dwarf e i fumetti in esso contenuti, troverà nient’altro che la corruzione di Lankhmar in Mordheim, e di Fafhrd e Gray Mouser in Ulli e Marquand, ribadendo il peso che i racconti di Leiber (oltre a quelli di Moorcock) hanno per l’origine del background di Warhammer.

Il mondo di NehwonPer conoscere l’origine dei nostri eroi e la nascita della loro amicizia bisogna però leggere come detto Il Mondo di Newhon. I primi tre racconti dell’Antologia sono contenuti nell’originale americano Swords and Deviltry, e la prima storia, “Le Donne delle Nevi” parla di come faticosamente il giovanissimo Fafhrd si liberi dell’oppressivo controllo della madre, fuggendo verso terre più calde, al seguito di una bella quanto vendicativa attrice più anziana di lui, Vlana. Nel secondo, “L’Empio Graal”, l’altrettanto giovane Mouser, apprendista di un mago, è costretto ad utilizzare le sue arti e la sua astuzia per sfuggire alla morte e alla tortura per mano di un crudele castellano, per poi salvarsi con la figlia di quest’ultimo, la delicata e bella Ivrian.

In “Brutto Incontro a Lankhmar” (il primo ad essere adattato dall’Artista Mike Mignola nella sua versione delle opere di Leiber) i due giovani avventurieri, raggiunta una certa abilità con le armi, finalmente si incontrano, divenendo subito amici; per un motivo o per un altro i due sono decisamente avversi alla potente Gilda dei Ladri della città: l’uno per amore di Vlana, che dalla Gilda è stata tradita, l’altro per amore di Ivrian, i cui capricci per il lusso lo portano a rubare senza il necessario permesso. Proprio a causa di questa rivalità con la pericolosa Gilda dei Ladri e Assassini Fafhrd e Gray Mouser forgeranno la loro alleanza diretta a distruggere i pericolosi avversari. Di tutti i racconti di Leiber, questo è senza dubbio uno dei migliori, poiché si trova avventura allo stato puro, ma anche un finale tragico e a sorpresa. Non di rado la conclusione degli episodi di vita di Fafhrd e Gray Mouser hanno un certo qual che di amaro, e in questo episodio entrambi perdono il loro primo amore e iniziano la loro pluriennale inimicizia con la razza dei Ratti, che per Leiber sono diabolicamente intelligenti e contendono all’Umanità il domino della Terra.

La Sorte avversa e il modo disincantato e ironico di affrontarla di Fafhrd e del Mouser rende certamente simpatici i due personaggi, che nonostante tutto continuano a conservare intatto il loro senso dell’umorismo e dell’ironia: l’episodio successivo, che appartiene a Swords Against Death, vede un racconto in puro stile Howardiano, “Le Gemme nella Foresta” (il primo in assoluto scritto da Leiber nel lontano 1936), classica caccia al tesoro in una torre difesa da una misteriosa e mostruosa creatura. Da qui, i destini dei nostri eroi cominceranno ad incrociarsi con quella di due misteriosi e bizzarri maghi, Ningauble Dai Sette Occhi e Sheelba dal Volto senza Occhi, creature bizzarre e capricciose, che spingeranno i nostri eroi a imprese apparentemente assurde e guidate quasi esclusivamente dal loro capriccio.

Ningauble e Sheelba saranno allo stesso tempo protettori ma anche procacciatori di guai per i nostri eroi, che nonostante tutto rimarranno grati a questi due bizzosi incantatori dall’aspetto tutt’altro che attraente: grazie alle missioni affidategli dai due maghi/mentori, ne Fafhrd ne Gray Mouser avranno veramente mai il tempo per annoiarsi. Swords Against Death contiene sicuramente gli episodi più divertenti e memorabili, come il famosissimo “Il Bazar del Bizzarro”, citato in modo certo poco velato dai creatori di Dragon Magazine. Le avventure di Fafhrd e Gray Mouser hanno, come motivo scatenante, oltre alle richieste dei due loro protettori e mentori, anche il loro innato desiderio di conoscenza, che li rende in molti episodi simili ad un novello Odisseo. Essi si spingeranno sopra e sotto il mare alla ricerca della perduta Symorgia, scaleranno l’altissima Rampa delle Stelle, la più alta montagna di Newhon, raggiungeranno le perturbanti e lovecraftiane Isole che precedono il Continente Perduto.

Spade-tra-i-ghiacciA questo desiderio di conoscenza ed esplorazione si unisce invariabilmente il desiderio di soddisfare i propri appetiti sessuali con donne spesso non particolarmente attraenti, o magari belle in modo alieno: essi avranno a che fare con affascinanti ma fameliche divinità sottomarine, ghouls scheletriche, principesse invisibili che abitano altissime montagne, protette da fratelli feroci e poco disposti al dialogo, ratti mannari ed elementari dell’aria, e solo di rado con semplici schiave o donne comuni. Nelle storie di Lieber conta molto la preparazione all’azione, che dura per pagine e pagine, aumentando ad arte la tensione e l’attesa per la risoluzione della vicenda; c’è poco spazio per l’azione eroica vera e propria, e spesso i duelli si risolvono al primo colpo. “Il Mondo di Newhon”, certamente il migliore della serie insieme a “Le Spade di Lankhmar”, si conclude degnamente col lungo racconto “I Signori di Quarmall” che descrive in modo accattivante un’intrigante e misteriosa comunità umana che vive sottoterra.

Da Spade fra i Ghiacci fino a Il Cavaliere ed il Fante di Spade le storie dei due avventurieri si sposteranno da Lankhmar all’Isola della Brina e perderanno molto del loro mordente: sebbene vengano presentate le nuove fidanzate ufficiali dei due avventurieri, Cif (cioè Sif) ed Afreyt (le somiglianze ai nomi di dee nordiche sono assolutamente voluti) che sono personaggi piacevoli e interessanti, e risulti intrigante il racconto “La Maledizione delle Stelle e delle Piccole Cose”, ci troviamo di fronte ad un lavoro debole dal punto di vista della creatività e originalità. I racconti risultano meno appassionanti e scorrevoli, sono in un certo qual modo più stanchi, poco lineari ed appesantiti da descrizioni poco adatte all’Heroic Fantasy. In particolar modo, l’ultimo racconto, “Il Mouser Sottoterra”, l’ultimo scritto da Leiber prima di morire, risente eccessivamente dei particolari gusti sessuali dello scrittore, facilmente individuabili da un lettore smaliziato, ma che rendono quest’ultimo episodio poco fruibile dai minorenni. Quindi, perchè Leiber non è mai stato ristampato? Per Michael Moorcock, come ci rivela Davide Mana, le tematiche di Leiber sono troppo adulte per il pubblico a cui normalmente si rivolge (motivo per cui forse anche lo stesso Moorcock non viene ristampato). Il problema, ahimè, è prevalentemente italico (nel mondo letterario anglosassone non esiste questa problematica) e in questa sede scatenerebbe polemiche infinite sul fatto che la scelta (scarsa) che troviamo nelle nostre Librerie si concentra o su serie famosissime a livello televisivo-cinematografico e romanzi usa e getta con ambientazioni Urban-Gothic-Young Adult.

Il cavaliere e il fante di spadeCertamente la fama di Fritz Leiber è stata conquistata grazie ai racconti contenuti nei primi due libri, “Le Spade di Lankhmar” e “Il Mondo di Newhon”, in cui lo scrittore di origini tedesche dimostra di possedere ottima prosa, ironia e umorismo da vendere e un amore sviscerato per le antiche saghe, da “Le Mille ed una Notte”, all’Odissea e ai racconti picareschi. Fafhrd e Gray Mouser sono ben assortiti, come Bud Spencer e Terence Hill, sono meno cupi di Conan, ma hanno molto meno rispetto per le donne e sono assolutamente maschilisti (questo può essere il secondo problema di ripubblicazione, dato che molti lettori contemporanei sono donne). Fafhrd e il Gray Mouser sono molto autoironici, ridono di loro stessi e degli altri, ma non sono personaggi particolarmente edificanti, non lottano per un Bene Superiore o per altruismo, ma per vivere in modo pienamente egoistico la loro vita, sperperando i frutti delle proprie imprese in vino e donne di facili costumi. In generale, i due personaggi sono saldamente ancorati ad archetipi facilmente riconoscibili e rimangono impressi nella memoria più delle loro ultime storie. E’ probabile che la simpatia riscossa da questi personaggi derivi proprio dalla loro profonda imperfezione, che li porta ad essere lontani anni luce da eroi senza macchia come Aragorn o Taran di Prydain; personalmente, dopo l’eccezionale qualità di “Le Spade di Lankhmar” e della raccolta “Il Mondo di Newhon”, sono rimasto molto deluso dagli ultimi due confusi romanzi di Lieber. La mancanza assoluta di Epicità dei racconti difficilmente aumenterà l’affetto del lettore per Fafhrd e Gray Mouser, lo stile di scrittura e dei temi trattati (soprattutto a livello Gender e sessuale) sono probabilmente troppo datati per i nostri Tempi, abituati a ritmi più incalzanti e a tematiche meno Maschiliste.

Nonostante tutto, consiglio caldamente, a chi volesse sbattersi su Ebay (come ho fatto io) o su qualche bancarella dell’usato, di ricercare e comprare “Le Spade di Lankhmar” e “Il Mondo di Newhon”, che rappresentano pietre miliari nella storia della Letteratura Fantasy.

Giovanni Luisi