Andre Norton: un’intervista dal lontano 1965

ZENO SARACINOSe la produzione accademica su Andre Norton sembra scarseggiare, abbondante materiale bibliografico è reso disponibile dai fan; tanto materiale dagli Stati Uniti, va da sé, ma tanto altro da fonti insospettabili, come la Polonia e l’Est Europa.

Thistle and ThornRecentemente, mentre procedevo nella lettura del primo libro del Mondo delle Streghe, ho recuperato quest’intervista a Andre Norton di Tim Eklund, sulla fanzine Thistle and Thorn (2). L’intervista risale al maggio del 1965 e costituisce tra le più antiche testimonianze dell’attività della Norton, prima dei tardivi riconoscimenti negli anni ’80/’90.

Il pdf dimostra tutta l’usura di una rivista di appassionati del tempo: sottolineata, redatta a macchina, male impaginata, sporca e con abbreviazioni proprie dell’epoca. Affascinante come l’intervistatore proponga un quadro biografico della Norton come di un’incantevole scrittrice, salvo poi trascrivere risposte che sono piuttosto mordaci: “Andrew” non esita a prendersela con un colosso quale il romanzo L’ultima spiaggia (dal quale l’omonimo film del ’59 con Gregory Peck), mentre il suo consiglio, ovvero Addio, Babilonia l’ho visto di recente citato più volte come un’opera sottovalutata nel filone della post apocalisse.

In generale è divertente leggere i consigli della Norton ai giovani scrittori, che sono piuttosto terra-terra, così come il suo deciso apprezzamento del Conan di Howard, di cui rimarca la capacità di costruire ambientazioni autenticamente inquietanti, un elemento già osservato a proposito dei templi e delle necropoli da Lovecraft: “Robert E. Howard fu l’insuperato maestro nella descrizione di colossali città megalitiche della più remota antichità: nei loro cupi torrioni e nei meandri dei loro sotterranei aleggia una genuina atmosfera di negromanzie e terrori preumani che nessun altro scrittore seppe mai eguagliare.”

Come sempre, non sono un traduttore professionista, quindi per eventuali dubbi riferitevi alla versione originale. In alcuni casi ho scelto di tradurre con un sinonimo col fine di evitare ripetizioni.

Tim: Prima dell’intervista vera e propria sentivamo che fosse necessario un breve quadro biografico di Miss Norton. Nata (e tutt’ora residente) a Cleveland, da Albert e Daisy Norton, la più giovane di due figlie. E’ fonte di rammarico che Miss Norton non abbia avuto un’educazione formale nel college. Nel 1930 iniziò a frequentare una scuola dove scelse un corso di giornalismo e dove iniziò ad aiutare il giornale locale, Spotlight, dove imparò le basi del mestiere.

E’ stata a un tempo bibliotecaria della sezione per bambini di Cleveland e ha lavorato in un’occasione per la Biblioteca del Congresso.

E’ anche da rammaricarsi che la cattiva salute abbia strettamente limitato le sue ore di lavoro, di solito ristrette a tre o quattro ore al giorno.

E’ una madre adottiva e aiuta a supportare due piccole bambine: una in una riserva Apache; l’altra una bambina cinese a Hong Kong.

La personalità di Miss Norton è eccezionalmente ricca nelle qualità della gentilezza. Inoltre ha anche humor e un vero amore per la vita. E’ conosciuta per il spontaneo fascino e vitalità che sprigiona.

Tim: Ho osservato che nessuno dei suoi libri è mai stato pubblicato da un club del libro.

Perchè questo?

Andre Norton: I miei libri non sono materiale da club di lettura, perchè sono stati classificati come narrativa per teenager (eccetto forse il ciclo del Mondo delle Streghe).

Ha mai pensato a una collaborazione con altri scrittori al di fuori di Grace Hogarth e il Mystery Murder for Sale?

La scrittura condivisa è un affare delicato – Ci ho provato due volte, in entrambi i casi con scrittori di mystery, solo per scoprire che non funziona per me. Richiede due persone che siano in sintonia e che possano lavorare “mescolandosi” senza difficoltà – gli scrittori di solito sono troppo individualisti per funzionare bene assieme.

Non la irrita avere un publisher che re-intitola un suo lavoro, com’è successo con Quest for Koldar?

Sì – anche se irrita maggiormente quando un publisher lo modifica – com’è successo più volte con i miei ad Ace – penso tutt’ora che i titoli che avevo dato nei manoscritti funzionassero meglio.

Abbiamo tutti i nostri autori preferiti. Quali sono i suoi?

I più quotati per me sono Beam Piper, Poul Anderson, Keith Laumer, Erik Frank Russel, così come Marion Zimmer Bradley e Leigh Brackett per il fantasy Sword&Sorcery. Ho tutta la produzione di Conan – Howard aveva una tecnica eccellente per l’azione – sfortunatamente tendeva a ripetersi nelle trame – ma poteva evocare ambientazioni davvero spettrali (eerie).

7695080Che cosa pensa dell’arte delle copertine della Ace?

Uno scrittore non ha vece in capitolo su chi illustra il suo libro – l’artista è sempre scelto dall’editore – a meno che, ovviamente, lo scrittore sia anche un disegnatore. Ho trovato gran parte delle copertine della Ace molto ben fatte.

Ha dovuto fare un grosso lavoro di ricerca per i tuoi libri come la serie del Mondo delle Streghe o Star Gate?

Tutti questi libri richiedono un lungo lavoro di ricerca – per la serie del Mondo delle Streghe ho dovuto studiare a fondo i miti celtici, la loro storia, ecc ecc.

Ha mai fatto copie carbone dei suoi manoscritti? Se sì, sono in vendita?

Le copie carbone dei miei manoscritti sono andate ultimamente ai comitati delle varie convention (di fantascienza n.d.t.) per essere vendute. No, mi sbaglio – gli originali sono andati ai comitati – le copie carbone vengono mandate agli artisti e di solito non mi vengono tornate.

Ci sono alcuni rumors che il Worldcon del ’65 verrà tenuto a Londra. Se sì, pensa che ci sarà una possibilità di venire?

No. Non avrò modo di andare in Inghilterra il prossimo anno – non importa quanto mi piacerebbe, dato che ho non pochi amici ed editori laggiù – ma dato che la mia salute non mi permette nemmeno di andare giù in città a Cleveland, non posso realisticamente pensare di andare all’altro capo del mondo. Viaggio principalmente con i libri e con la tv.

Cos’è successo con il suo ruolo con la Gnome Press?

La Gnome Press è andata incontro a varie difficoltà economiche, come la gran parte delle piccole case editrici hanno l’abitudine di fare. Ho reciso i contatti con loro molto tempo fa.

Molti tuoi fan considerano il tuo romanzo Star Man’s Son – 2250 AD essere una, se non La, miglior storia post apocalisse nucleare scritta da tanto tempo.

Qualche opinione al riguardo? Ha un preferito?

La mia storia del dopo bomba preferita è Alas, Babylon – che mi sembra molto più vicina a una realistica reazione umana a una catastrofe che L’ultima spiaggia – persone che se ne stanno sedute e aspettano di morire come fanno i protagonisti di un altro romanzo più recente, non sembrano avere molto del coraggio e dell’energia caratteristica della nostra specie. Una manciata di loro si ritira in Antartide e stabilisce una base sotto il ghiaccio – con le risorse di un intero continente da cui trarre erano un gruppo senza spina dorsale.

Penso che di tutte le tue storie, forse The Star Rangers è la mia preferita. Ci sarà qualche possibilità per un sequel?

Non c’è veramente alcun punto rimasto in The Star Rangers per passare a un’altra storia – possiamo credere che i Rangers e i loro compagni hanno stabilito una base da qualche parte nel Sud e creato una nuova civiltà dal miscuglio di persone rimaste.

Star-Rangers-1980Ci vorrebbero secoli prima che tornino nello spazio. Forse un giorno qualcuno dei loro discendenti potrebbe scoprire un’ultima astronave conservatasi nella città sede dell’atterraggio – e potrebbe iniziare un nuovo viaggio di scoperta – questo è un possibile spunto per una storia.

Ho notato che vive a poca distanza da Mr e Miss (Leigh Brackett) Edmond Hamilton. E’ mai andata a visitarli?

Sì. Ho visitato gli Hamilton un paio di volte – vivono in un’affascinante casa di campagna (Old Western Reserve Farmhouse) che hanno restaurato – con i piani di sopra adibiti a grande biblioteca con la più affascinante collezione di libri! Tuttavia, adesso che Leigh Brackett scrive per i film hanno iniziato a fare i pendolari tra Kinsmand e Los Angeles e non sono più in Ohio da un po’.

Non li vedo da più di quattro anni.

E’ mai soddisfatta di quello che scrive?

Nessun vero scrittore è mai soddisfatto con nessuno dei suoi lavori – questo è il segnale dello scrittore amatoriale. Il prodotto finito non è mai la cosa scintillante e perfetta che avevi in mente – a scapito della tua amarezza. Qualche volta riesci a produrre una scena che si avvicina a quello che volevi – ma non è mai all’altezza dei tuoi standard personali. E questo è salutare, perchè ti spinge a migliorare continuamente il tuo lavoro.

Il tempo che fa le impedisce di scrivere?

Il calore soffocante che ci ha accompagnato per oltre una settimana risucchia tutte le mie energie. Sono così sollevata di aver finito il libro prima che iniziasse, dato che pensare qualcosa di costruttivo con questo caldo è un impresa che odierei affrontare. Ma devo iniziare a fare ricerca per il nuovo romanzo entro la prossima domenica e posso solo sperare che il tempo migliori – anche se ci sembrano essere poche possibilità, finora.

Grazie, Miss Norton.